Spesso la colazione è indicata come il pasto più importante del giorno, essenziale per una partenza travolgente, per dare una bella scossa al metabolismo impigrito dal riposo notturno. Di sicuro è importante per i più giovani ma nel complesso la situazione è un poco più sfumata, a partire dalla difficoltà di definire in maniera precisa un pasto come la colazione.

La colazione è considerata elemento importante di una dieta sana ed equilibrata, associata in un gran numero di studi a una buona assunzione di macro- e micronutrienti, a un miglior controllo del consumo di cibo nell’arco della giornata, a riduzione del rischio cardio-metabolico e a un significativo miglioramento della funzione cognitiva e della prestazione scolastica nei più giovani.

Tuttavia definire la colazione il pasto più importante del giorno è ingenuo e risulta utile soltanto a chi è in cerca di una soluzione semplice, la classica scelta binaria sì-no senza mezzi termini, mentre la realtà e più complessa e la decisione di consumare questo pasto dipende da diversi fattori, come l’importanza, il peso e la distribuzione degli altri pasti della giornata, la nostra età, la nostra forma fisica e il nostro livello di attività. In questo contesto vedremo che l’importanza della colazione può essere notevole per alcuni ma relativamente ridotta per altri.

Colazione, storia, cibi da consumare e benefici per la salute

La classica colazione continentale, decisamente ricca e tutto sommato abbastanza simile alpasto che in passato era consumato all’alba da chi doveva sostenere una giornata di duro lavoro fisico. Per molti, adesso, rimane il cibo ma latita un poco il lavoro fisico.

Breve storia della colazione

Nell’antica Grecia il primo pasto del giorno era chiamato ariston e veniva consumato all’alba, un veloce spuntino a base di pane e vino che doveva fornire le energie per il duro lavoro della giornata. Una delle prime testimonianze scritte relative alla colazione la troviamo infatti nell’Odissea di Omero, quando il “divino porcaro” Eumeo, fedele servitore di Ulisse, accoglie il giovane Telemaco di ritorno a Itaca alle prime luci dell’alba, offrendogli un frugale pasto a base di vino mescolato a miele, pane appena sfornato e carne.

Anche i Romani facevano colazione, un pasto frugale chiamato ientaculum a base di pane, formaggio, olive e verdure e magari un poco di carne avanzata dalla cena del giorno precedente. I più abbienti potevano anche concedersi latte, uova e un poco di mulsum, una miscela di vino e miele aromatizzata con spezie come cannella, mirra, nardo, zafferano e pepe, prodotti preziosissimi, riservati a pochi. Sembra che già allora fosse diffuso il consumo di dolci e pane appena sfornato, accanto a quello del puls, una miscela di farina di miglio, farro e altri ingredienti, molto popolare tra i soldati, non soltanto a colazione.

Tempi duri per la colazione durante il medioevo: la Chiesa incoraggiò a lungo il digiuno mattutino, consigliando il consumo di due soli pasti al giorno, un pranzo leggero e una cena più sostanziosa. Consumare la colazione era considerato un segno di debolezza, un pasto riservato a bambini, anziani e infermi, o di appartenenza a un ceto inferiore, contadini e maniscalchi ne avevano bisogno per affrontare il duro lavoro che li attendeva. Si trattava comunque di un pasto veloce, un poco di pane, del formaggio e vino o birra, consumato all’alba, comunque indegno di un cavaliere o di un gentiluomo, il cui primo pasto era il pranzo, consumato in genere prima di mezzogiorno.

Nel Rinascimento, accanto a un perseverare della condanna della colazione, cominciano a levarsi voci a sostegno di questo pasto la cui composizione varia molto al variare della latitudine, con abbondante uso di vino e birra, carne, formaggi e pane; sembra che la regina Elisabetta Ia fosse abituata a consumare una colazione di questo tipo, con tanto di stufato di montone, divenuta subito popolare tra i nobili dell’epoca.

Nell’area del Mediterraneo intanto la colazione continuava ad essere un affare veloce, da consumare rapidamente al levar del sole, con cibi freddi, formaggio, salumi, carne essiccata, accompagnati da un poco di pane e vino.

La colazione diventa finalmente popolare in ogni classe sociale durante il 1700, anche grazie all’arrivo sulle tavole del vecchio continente di tè, caffè e cioccolata, bevande calde dapprima riservate all’élite aristocratica e poi sempre più diffuse anche sul desco della nascente borghesia commerciale e industriale; proprio per i facoltosi borghesi dei primi anni dell’800 una ricca colazione diventa quasi un segno di distinzione sociale, con un netto rovesciamento di quello che era il pensiero dominante di qualche secolo prima.

Verso la fine del diciannovesimo secolo, la diffusione dei refrigeratori e la nascita dell’industria alimentare moderna rendono disponibile il latte fresco, che va a sostituire in parte il formaggio, e cereali appositamente preparati, accanto ad un ricco e vastissimo assortimento di prodotti da forno, frutti e succhi, che vanno ad affiancare caffè e tè, mentre il cioccolato esce di scena.

La colazione è ormai un’abitudine saldamente radicata nel mondo occidentale, dove arriva a guadagnarsi l’appellativo di “pasto più importante della giornata“©®™, un’affermazione che avrebbe fatto rabbrividire un severo e ascetico monaco medievale. I tempi cambiano e cambiano anche le abitudini a tavola.

Una curiosità: il termine colazione viene dal latino collationes che significa collezione e indicava appunto una compilazione di precetti e regole che venivano lette ai monaci durante i pasti. Letture che divennero quindi associate ai pasti e in particolare, e qui c’è dell’ironia, al primo pasto della giornata così aborrito nel medioevo.

Il termine francese petit dejeuner viene dall’arcaico disdéjeuner che a sua volta proviene dal latino disieiunare che significa appunto rompere il digiuno, la stessa radice da cui proviene il termine anglosassone breakfast, letteralmente spezzadigiuno. [1, 2]

Colazione, benefici, storia, cibi da consumare

Il classico dei classici per milioni d’italiani, irrinunciabile rito mattutino da celebrare ogni giorno nel bar di fiducia.

Definire la colazione

Paese che vai, colazione che trovi. Dal semplice caffèlatte con un cucchiaio di zucchero — dal punto di vista nutrizionale comunque una miscela di grassi, proteine e carboidrati — fino alle ricche colazioni continentali con uova, bacon, pane tostato, formaggi , frutta e caffè; la differenza nell’apporto calorico e nella composizione è notevole, diversi sono spesso gli orari in cui il pasto è consumato e diversa sarà la risposta dell’organismo a stimoli così eterogenei.

La selezione degli alimenti da consumare a colazione è fortemente influenzata dal contesto culturale che, come abbiamo visto, tende a cambiare con il tempo e con la disponibilità di determinati cibi. Basti pensare che i cereali da colazione, i fiocchi di mais oggi così diffusi sulle tavole del mondo occidentale in infinite varianti — tutte, in genere, fin troppo ricche di zuccheri — sono un’invenzione relativamente recente, opera di John Harvey Kellogg, medico e convinto sostenitore di una dieta sana, pulita e priva di alimenti di origine animale, eccettuati yogurt e piccole quantità di latte: il tutto per domare le subdole tentazioni della carne che così tanto tormentavano il suo spirito profondamente religioso.

Anche limitandoci al nostro paese